Jeux d’enfance ( o “Amami se hai il coraggio” )

Is it what the call true love ?
Cap ou pas cap ?

Grande Sophie, il gioco era ripreso a tutto gas. Felicità allo stato puro, bruta, primitiva, vulcanica. Magnifico. Il meglio del meglio; meglio della droga, dell’eroina, meglio delle canne, coca, crack, fix, joint, shit, shoots, sniff, pet, marijuana, cannabis, peyote, colla, acido, LSD, ecstasy, meglio del sesso, meglio del pompino, il 69, le orge, masturbazione, tantrismo, kamasutra, massaggio thailandese, meglio della cioccolata, il Mont Blanc, la banana split, meglio di tutte le trilogie di George Lucas, delle puntate del Muppet Show, meglio dell’ancheggiare di Emma Peel, Marilyn, la puffetta, Lara Croft, Naomi Campbell, i nei di Cindy Crawford, meglio della facciata B di Abbey Road, gli assolo di Hendrix, meglio dei passetti di Armstrong sulla luna, le montagne russe, i festoni natalizi, la fortuna di Bill Gates, le trance del Dalai Lama, la resurrezione di Lazzaro, tutte le pere di testosterone di Schwartz, il collagene nelle labbra di Pamela Anderson, meglio di Woodstock e dei rave party più trasgressivi, meglio dei trip di Sade, Rimbaud, Morrison e Castaneda, meglio della libertà… meglio della vita!

Ieri sera, dopo un lungo e struggente pomeriggio passato a studiare, sono tornata a casa senza neanche la forza per tenere fermi i gomiti. Ho fatto una doccia rigenerante, ho messo il mio pigiama preferito, quello in pile celeste ospedale (tonalità inventata da me!) e ho cenato una bella frittata di maccheroni con prosciutto cotto e zucchine, bella carica di grasso o come dice mio fratello “tutte proteine!”

Siccome non ero abbastanza stanca per andare a dormire, ho pensato che dovessi guardare un bel film che m’aiutasse a cadere più facilmente tra le braccia di morfeo. Ma capii subito che avevo sbagliato film dato che piuttosto che dormire, mi sono ridotta a cadere in una pioggia infinita di lacrime.

Mannaggia “Jeux d’enfance” !Jeux d'enfance

“Amami se hai il coraggio” è uno di quei film che potresti guardare una sola ed unica volta nella vita. La ragione è il semplice fatto che sia così tanto realistica come storia che potrebbe spingerti a riflettere e si sa che quando una persona decide di guardare un film, certamente non lo fa per pensare. Anzi, ritengo che almeno una buona parte di noi nerd decida di guardare un film per lasciare brevemente la realtà e approfittare della veduta di mondi fantastici. Quindi se fai parte di questa stretta cerchia di individui, allora “Amami se hai il coraggio” non è di certo ciò che stai cercando.

Praticamente il film racconta una particolare amicizia che si instaura tra due bambinetti. Sophie (Marion Cotillard) è una ragazzina d’origini polacche che è sempre stata presa in giro dagli altri bambini per il modo in cui la sua famiglia si muove nel mondo. Julian (Guillaume Canet) è il tipico ragazzetto francese relegato al suo ceto medio, la cui madre è sedata dalla sofferenza del suo cancro al seno ed il cui padre non è ancora pronto per lasciare che la sua morosa voli via verso l’abitacolo dell’alto signore. Accidentalmente i due sventurati s’incontrano per mezzo di una scatoletta di latta a forma di carosello, quello bello e colorato con i cavalli bianchi che dondolano e ballano al suono lieve delle melodie da carillon.

So basically the movie was all about that Box ?!
So basically the movie was all about that Box ?!

Iniziano a giocare ad una sorta di “Obbligo o Verità” senza alcuna forma di limitazione, e chi vince mantiene la scatola per sè. Più la sfida è dura e rischiosa più il gioco incalza e più il loro legame si rafforza. Quella scatola diventa il loro modo di uscire dal limite delle loro vite tristi e le singole sfide che si presentano non sono altro che metafore di quegli ostacoli che la vita ci presenta. Ma il fatto è che ad un certo punto bisogna crescere, non si può sempre giocare…

Ho amato questo film. Ritengo che a differenza di quei noiosi e insignificanti film hollywoodiani, questo abbia come il potere dell’inchiostro : rimane lì indelebile e non se ne va più via. In questo film l’amor diventa un’arma e tutto ciò che spetta fare e decidere se usarla per uccidere o per salvare.

Il film è così tanto personale e soggettivo che lascia allo spettatore la possibilità di scegliere come farlo finire. Di spara due ending con le eventuali conseguenze. Tutto ciò che ti resta da fare e decidere personalmente cosa destinare ai protagonisti.

“Cap ou pas cap ? ”

Adieu.

Miss Misunderstood

 

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